di Ann Beccamorti
Avevo un amore innato per ambienti oscuri, metropolitani, di periferia e per quell'odore
strano di pensieri strani che volavano densi nell'aria come bolle di sapone. Spesso
stavo nella stazione vicino a casa mia a vagare , saltellando tra le rotaie, canticchiando
canzoni e suscitando l'ira di qualche ferroviere.
A quei tempi ero ancora una fanciulla ed il mio nome è Periglia, avevo
solo diciassette anni e non ero una normale adolescente come tutte le altre, io
avevo un mondo, il mio mondo, oscuro e dolce; nella mia camera c'era di tutto
: pettini per bambole, caramelle, profumi, candele, bambole antiche dai lunghi
capelli boccolosi, oggetti retro', kitsh, Fate, Gnomi di ceramica, nastri interminabili
di raso, viola e neri, fiori, rose, ritratti di Gesu' e della Madonna, poster
di gruppi, quadri, trucchi, dischi in vinile, e la musica ...amavo la musica.
Tutto per me emanava magia, la magia dell'innocenza.
Pero' la mia personalita' nascondeva anche un lato oscuro ed a volte, tra la tenerezza,
si nascondeva un affilato coltello lucente che a volte colava di cera rossa e
a volte di sangue, il mio.
Le mia bambole mi fissavano insistentemente quasi volessero dirmi : "vieni
con noi in questo mondo, vieni la dove non si torna" ... ma di che mondo
parlavano ? Mi chiedevo.
In qualche modo già appartenevo a quel mondo.
Fu infatti in quell'estate afosa dal sudore sulla pelle bianca che conobbi Norferat,
affascinante ed etereo. Ero seduta in metropolitana, ascoltavo i Ramones dal lettore
cd ed ho sentito uno sguardo fisso su di me, così forte, penetrante, e
allora l'ho visto, mi fissava intensamente, aveva degli occhi strani, selvaggi,
slavati e luccicanti, ho provato paura, si incontrano sempre tanti maniaci in
metropolitana e ho distolto subito lo sguardo, di solito quando fai così
poi ti lasciano stare, ma lui era diverso e già dentro di me, l'avevo capito.
Una volta scesa sono andata in stazione, la mia casa era ad un chilometro di rotaie
e mi piaceva arrivarci seguendole ai bordi, era già sera ed il buio stava
arrivando, silenzioso e pacato come sempre. Lui mi è riapparso di fronte,
una figura nera ed ambigua, aveva un sorriso quasi eterno sulle labbra rosse sangue
e carnose, per lo spavento ho inciampato in una rotaia e sono caduta, sono rimasta
a terra ed ho alzato il viso per guardarlo stupita, lui mi si è avvicinato
e mi ha allungato la mano, dicendo:
"mi permetta di aiutarla dolce fanciulla", era quasi un sussurro, io
tremavo, proprio a me doveva capitare un maniaco che parlava come se vivesse ancora
nel medioevo? Eravamo già nel 2001 ! ,
"ce la faccio, grazie", ha distolto la mano come se lo aspettasse, mi
sono alzata con un salto pulendomi la gonna nera,
"il mio nome è Norferat, potrei osare tanto da chiedere il suo?"
"e perché cavolo dovrei dirtelo?"
"lei mi è molto simpatica", ho fatto un sorriso isterico, pensavo
a come avrei dovuto fare per sbarazzarmi di lui visto che stavo in mezzo al nulla
e per di più di sera, in quel momento ammetto di aver desiderato il mio
coltello nascosto sotto la bambola in camera mia,
"mi chiamo Deedlith" , ho optato per l'assecondamento, in alcuni casi
è l'unica cosa che si può fare per evitare ulteriori difficoltà,
ma con la coda dell'occhio lo osservavo incuriosità dalla sua plateale
bellezza, era misterioso, il suo viso era come emaciato, pallido come il marmo,
come se fosse appena uscito da una lunga malattia, ed aveva dei curatissimi capelli
lunghi e neri, indossava un vestito da uomo elegantissimo e nero come la notte
fonda,
"scusami ma devo andare a casa"
"oh .. quale disdetta .. adoro la sua voce dolce Deedlith"
"dammi pure del tu, okay?"
"la potrei rivedere?", mi sono messa a camminare e senza rispondergli,
la notte ci ha subito diviso.
Momentaneamente.
Ho rivisto Norferat una settimana dopo, sempre sulla strada per casa, sempre
di sera, camminavo zompettando una canzone dei Vapors "Turning japanese".
Mi è apparso davanti e quasi rischiavo l'infarto.
"Un gioiello come lei merita qualcosa di più di un semplice essere
umano", mi ha detto, sensualmente, sono arrossita,
"vicino a me non dovrà temere più nulla, le vorrei proporre
di diventare la mia Regina", ho riso ma lui era serissimo e davvero bello,
irresistibile,
"ma cosa dici ? E poi perché non mi dai del tu ?", iniziavo a
pensare che non era affatto un maniaco, ma allora chi era ? Soprattutto che cos'era
? ...
Mi ha preso la mano, aveva delle unghie curate e livide ed una pelle liscia e
morbida,
"ha capito chi sono vero ? Mia dolce sposa ? Stanotte quando la luna sarà
nel pieno della sua lucentezza verrò a trovarla", sono corsa via scossa
e confusa.
Era un vampiro.
Sono andata a letto ma non riuscivo a dormire, credevo di essere protetta nel
mio piccolo mondo nero ma sapevo che non era così e che la mia vita stava
per cambiare.
Le finestre si sono spalancate, le tende svolazzavano con grazia ed il vento ha
investito il mio viso che riposava alla luce dei caldi raggi della luna, mi sono
alzata e sono andata alla finestra , l'ho guardata alta in cielo, quasi chiedendole
perché mi avesse svegliato, ma poi ho capito, sul prato verde ed i fiori
di notte diventavano dai colori bianchi sfumati, c'era lui, che mi fissava, alla
finestra, la sua espressione era torbida e felice, perversa ma buona allo stesso
tempo, ho sussultato,
"amore, scendi , presto, sono venuto a prenderti per cavalcare alla luce
della luna" , io avevo un cavallo bianco di nome Cristabel, la mia casa era
una di quelle vecchie dei nonni, circondata da grandi spazi verdi e lo tenevo
in un grande recinto, era sempre stato il mio sogno avere un Unicorno e quella
sera mi apparse nella sua vera natura.
Non ho resistito, sono scesa di corsa , a piedi scalzi, con la mia camicia da
notte bianca dai bordi in pizzo e dei nastri azzurri intrecciati nei miei lunghi
capelli neri. Norferat era già in sella a Cristabel e ad occhi chiusi mi
aspettava, sospirando alle linee armoniose del vento lunare, i suoi capelli brillavano
ed io ero totalmente in preda al suo fascino infernale; lui ha aperto gli occhi,
"sei stupenda amore, sapevo che saresti venuta", è sceso da cavallo
e prendendomi in braccio mi ha adagiata sul cavallo, poi è risalito e siamo
partiti.
Il vento ci dava l'impressione di stare volando, era come un sogno che si avverava
ed in quel momento ho capito di essermi innamorata di lui, di fregarmene dei rischi
e di essere pronta in qualsiasi momento a diventare come lui, una creatura infernale.
Ho afferrato la lunga e soffice criniera di Cristabel ma lui : "stringiti
a me" e così dopo un attimo di esitazione mi sono attaccata al suo
corpo virile dal profumo di sangue e mi sono persa in eterni sogni...Dopo una
lunga cavalcata tra fitti boschi e ruscelli ci siamo fermati su un prato, mi ha
stesa a terra ed ha iniziato a baciarmi delicatamente, sul petto, sul collo, poi,
tutta un tratto, si è fermato, dubbioso, confuso, "che cosa c'è
Norferat ?"
"no, non posso, se tu non vuoi non posso "
"non puoi fare che cosa ?"
"lo sai .. se ora continuo ti farò divenire come me ma devi volerlo
tu e anche se lo volessi non so se è un bene", i suoi stivali, la
sua figura esile, i suoi capelli inarcati in avanti sul viso pensieroso,
"dopotutto se ti ho cercata è perché ero stanco di vivere in
solitudine"
"hai fatto bene allora .. perché anche io ero sola e d'ora in poi
non lo saremo più"
"ma tu lo vuoi davvero ?.. Deedlith?", la sua dolcezza d'altri tempi
mi incantava come non mai,
"lo voglio", ha raggiunto il mio collo, con lievi baci, uno ad uno,
lentamente, e poi ho sentito un forte piacere misto a dolore, un piacere deviato,
una passione di perdizione ...
Così quella notte sono "morta", la luna ha illuminato il mio simulacrodurante la mia trasformazione ed io sono diventata la sua sposa. Ora vivo in un magnifico castello, con lui, il mio eterno amore, ogni notte usciamo insieme a cercare sangue, il castello è cupo ed inaccessibile, circondato da una natura satanica, Cristabel è venuta con me ed anche le mie bambole ma quello che più mi stupisce è che ora sono davvero felice, sono legata al mondo delle tenebre , ho poteri soprannaturali, ma non sono affatto cambiata, amo ancor più di prima ed il mio amore è interamente per lui, che mi ha permesso di fuggire dallo squallido mondo reale e di ribellarmi all'ordine naturale delle cose, ho avuto finalmente l'occasione di rifiutarmi di sottomettermi alle leggi divine e umane, qualsiasi esse siano. Ora sono felice.
"Avete visto bamboline ? Sono andata nel mondo da dove non si torna"